Se diciamo la parola cavallo e la leghiamo all’America tutti pensiamo subito agli indiani e i loro cavalli cavalcati a pelo senza sella, ma di che razza erano questi cavalli selvaggi? Oggi li possiamo ancora ammirare o riviviamo la loro leggenda attraverso una macchina? Scopriamolo insieme.

La Razza

I mustang sono una popolazione equina “rinselvatichita”, dell’America nord-occidentale (il famoso Far West). La parola inglese mustang (anche italianizzata in mustango) deriva dallo spagnolo mesteño (o mestengo come si dice in Messico), che significa non domato. Vista la resistenza, la grazia, la velocità e l’indipendenza che li caratterizza, il nome “Mustang” viene spesso usato per prodotti ad alte prestazioni e per le mascotte sportive. I primi mustang discendono dai cavalli spagnoli portati in Messico nel Cinquecento. Alcuni dei cavalli sfuggirono o furono catturati dai nativi, e si diffusero rapidamente in tutta l’area dell’America nord-occidentale. A partire dalla metà dell’Ottocento il patrimonio genetico dei mustang fu arricchito dal contributo dei cavalli dei pionieri (sfuggiti o liberati di proposito).

Molti fattori liberavano i propri cavalli d’inverno, perché pascolassero autonomamente, e ricatturavano loro o altri mustang quando, in primavera, ne avevano nuovamente bisogno. Alcuni proprietari miglioravano i branchi locali sopprimendo gli stalloni dominanti e sostituendoli con soggetti di importazione. Questi miglioramenti erano particolarmente efficaci nelle aree aride, in cui i branchi erano isolati e consanguinei nei periodi di siccità. Si stima che nel 1900, il numero di cavalli inselvatichiti in Nord America fosse di circa un milione. I mustang costituivano una risorsa, perché potevano essere catturati e usati o venduti (soprattutto per usi militari) o macellati, per ottenerne cibo utilizzato, più tardi, soprattutto per gli animali domestici.

I Mustang oggi

Attualmente, i mustang sono protetti negli USA nelle aree demaniali. È vietato abbatterli o avvelenarli, e le pene per le violazioni sono severe. Tuttavia, si dà per scontato che molti fattori continuino a farlo nelle zone più remote. Il Bureau of Land Management controlla la popolazione dei mustang attraverso un programma di catture, con lo scopo dichiarato di gestire la competizione con il bestiame bovino. La maggior parte dei cavalli catturati sono offerti in adozione. Nel gennaio 2005, tuttavia, il Congresso degli Stati Uniti ha modificato questo programma, per consentire la vendita per macellazione dei cavalli “di più di dieci anni” o “proposti inutilmente per l’adozione per almeno tre volte”.

I Mustang oggi
I Mustang oggi

Si immagina di inviare la carne di cavallo ottenuta da questo programma in Europa o in Giappone, dove spunta alti prezzi ed è considerata una prelibatezza. Nel Nebraska i bianchi si imbatterono nei Pawnee, tribù nativa, in origine stanziata sul fiume Platte; fin dalla prima metà del XVII secolo, gli indiani razziavano le fattorie dei coloni alla ricerca di cavalli. Il termine pony fu utilizzato in riferimento all’omonima tribù, per indicare i loro piccoli e velocissimi cavalli: i mustang. Così, l’altezza del pony è considerata al garrese non più di 148 cm ma in alcune scuole fino a 149-50 cm al garrese. I veri allevatori di cavalli pellerossa, però, furono i Nez Percé (quelli che i bianchi chiamavano i Nasi Forati), che vendevano gli esemplari di minor qualità ed incrociavano gli esemplari migliori.